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domenica, 10 agosto 2008

Il Grande Cairo


Passeggio per le sporche strade di questa moderna megalopoli d'Arabia, le puzze, i profumi, il sole schiacciante si uniscono e formano l'unica cosa che affiora: una sensazione addosso.

Le moschee si stagliano all'orizzonte, minareti come penne erette verso il grande Dio onnipotente.

Passeggio per un quartiere fuori dal giro dei turisti e mi imbatto nel mercato della carne: ci sono i macellai e -da una parte- gli animali ancora vivi: galline, polli, tacchini e (surprise) una pecora che attendono immobili l'acquirente-assassino. Il puzzo e' fuori dal comune e devo passeggiare con il fazzoletto al naso.

Una citta' che non finisce mai, ricolma di soggetti poco affidabili che tendano la truffa ai danni del turista sprovveduto con qualsiasi pretesto, dove i taxi costano frazioni di euro e il karkade' e' dolcissimo e rinfrescante.

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Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 16:31 | link | commenti (1) |

sabato, 26 luglio 2008

Bandido del Sertão


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«Il samba è giusto, è la festa che non va! NO!»

Ripetono i Litfiba in una canzone d'annata.
Apprezzo i loro suoni elastici su cui Piero si esprime e sfoga tutta la sua energia esplosiva nelle vocalizzazioni.

Nei tragitti in macchina a cui siamo costretti due, tre volte al giorno, il deserto ci zittisce con i suoi spazi, le nebbie che offuscano le vette circostanti, il mare che luccica di petroliere. O forse questa è solo una costruzione artistica per nascondere il fatto che non c'è niente da dirsi.

Nei piatti pomeriggi mi stendo sul bagnasciuga, forti onde mi lavano e sciacquano via, rombanti di vento. Dopo tutta la bruttura del cantiere, delle turbine assordanti, dopo tutto questo acciaio ripieno di polvere la Natura risplende di un calore primordiale.

E' un tempo senza tempo, è una sveglia che suona sempre alla stessa ora senza differenziare i giorni della settimana.

Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 08:25 | link | commenti |

mercoledì, 16 luglio 2008

Esiste un mondo


Esiste un mondo fuori da questo freddo ufficio, esiste un mondo fuori dai confini di questo arido deserto, esiste un mondo vivo, fatto di società totalmente nominali, di alti palazzi e di gente, molta gente.

Un suono di chitarra, un basso penetrante e qualche sviolinata senza profondità, una macchina di lusso che schizza a centocinquanta alle 7 del mattino lungo la statale che porta a Belayim, Egitto. In corsia di sorpasso perenne, evitando i camioncini che procedono zigzagando a caso. Il caldo, l'afa, i condizionatori, il cibo della mensa egiziana, il lerciume negli angoli e l'abbandono di case, costruzioni lasciate a metà. Il dio petrolio e il fuoco che esso sprigiona. Oro nero.

Dalla finestra scorgo, al largo, le piattaforme di estrazione che non si fermano un secondo, con il loro minuzioso lavorio.

Con tutto questo tempo inattivo mi faccio una cultura con i film che ho scaricato durante anni e che non ho mai visto.

Oggi sui nostri schermi "Nuovo Cinema Paradiso" è dunque d'obbligo la dedica a un grande attore d'altri tempi.


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Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 08:02 | link | commenti |

mercoledì, 02 luglio 2008

Who the Cap Fit


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Una notte, quattro stelle e un grillo a farmi compagnia.

A chi sta quel cappello, lascia che lo indossi.

Mp3 vecchi presi alla rinfusa dalla mia collezione magnetica itinerante. Un sito ormai completato, la valigia prende forma, alcune cose necessariamente resteranno a terra per questione di spazio. Il mare e la powerplant mi attendono, i cammelli (?) invece degli elefanti, le piramidi al posto dei templi buddhisti.

Mi diceva un collega che é appena stato in Egitto a lavorare che conviene dire ai colleghi egiziani di essere Cristiani praticanti, altrimenti questi iniziano a cercare di convertirti.

Sono divertito da quest'idea. E io cosa dovrei dire loro?
Potrei dire che sono Hindu, tanto per spiazzarli.

Come quelle ragazzine Cristiane che cercarono di (ri)convertirmi al Cristianesimo in un parco di Chiang Mai. Le accolsi con un sorriso, solitarie naufraghe in un mare di Buddhisti Teravada.

Vi saluto e mi accomodo sul giacilio in posizione orizzontale.
Shanti

Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 01:15 | link | commenti |

giovedì, 26 giugno 2008

Succo d'Africa


Parto, parto dopo, subito, subitissimo, no, piú in lá.
Ora? No, fra qualche giorno ancora e "prenditi una settimana di ferie, ti servirá".

Oggi riflettevo sul fatto che lavorando otto ore al giorno sorge la paura - forse giustificata- di essere annientati, stritolati, di non avere piú tempo per sè, per dichiarare a se stessi: "faccio ció che voglio".

Ogni giorno sulla stessa sedia, con le stesse pause caffè, la stessa tavola calda.
La vita si tramuta in una mantra. E con questa trasmutazione "a rythm is created", si crea un ritmo. E ti assopisci, proprio come recitando un mantra. "Chanting a mantra is auto-hypnotizing", é auto-ipnotico. La gente s'addorme. Per fortuna non tutti, non sempre.

Finalmente è arrivato il caldo afoso pieno e grande. Sudo ed é una bella sensazione.

Oggi ancora abbracci gratis in centro, fra Piazza del Popolo, piazza di Spagna e fontana di Trevi.

Non c'è piú una terra promessa, non c'è piu Zion e Babylon. Ogni realtá contiene la propria negazione.

Pace
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Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 00:06 | link | commenti (3) |

venerdì, 13 giugno 2008

Considerazioni, osservazioni, Idee


Considerazioni

Il razzismo striscia, entra nelle case, sbircia dalle finestre.
Il razzismo striscia bussa ai cancelli delle fabbriche e delle officine.
Il razzismo e' una battuta, lasciata in aria, fuoriluogo, tra persone silenziosamente consenzienti.
Il razzismo prende e conquista, spazza le coscienze deboli e infervora l'ignoranza gretta.
Il razzismo di chi tace, di chi osteggia per paura di essere diverso lui stesso.

Osservazioni

Ogni idea di natura tecnica trascina con se' il pesante fardello dei suoi errori, dei suoi svantaggi; insomma quando nasce un'idea assieme a lei nasce anche il suo disfacimento.

Idee

Ventuno giorni nel Sinai, smarrito nel deserto a cinquanta gradi a leggere pesanti manuali e alzarmi silenziosamente alle cinque del mattino. Mi ricorda Nizane, la sua Aden, la sua rabbia, la sua solitudine, la sua amarezza e la sua energia.

Epilogo

Oggi Stefano parte. Prende un'aereo e torna a casa. Tre giorni in terra iberica non saranno sicuramente sufficienti, ma sono sempre qualcosa.

Saluti

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Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 08:23 | link | commenti (2) |

martedì, 10 giugno 2008

Un pomeriggio troppo lungo per essere vero


improvvisamente, chiuso dentro uno schermo televisivo, mi sfarfallano in testa delle immagini calde di qualche tempo fa. Io alla frontiera tra il Laos e la Thailandia, con lo zaino nero carico, le ciabatte ai piedi, un caldo pesante. Il giorno di Natale. Passaporti, carte, funzionari, ancora carte e micro-tasse da pagare per uscire (!!) da uno stato d'antiquariato. L'autobus che mi aveva portato fino li', scandagliando il fondo marcio verde della foresta probabilmente stava sbuffando vapore nella stazione dei bus. Io ero corso a prendere un altro minibus per la frontiera. Avevo un treno da prendere appena giunto dall'altra parte, a Nong Khai, il diretto notturno per Bangkok, non avevo piu' soldi in moneta laotiana e mi rimanevano solo i Bath per pagare il biglietto del treno. Era il giorno di Natale. E mentre mezzo mondo si metteva a tavola per ingozzarsi e riempirsi io non avevo il becco di un quattrino per un piatto di riso. Avevo solo delle noccioline dolciastre e una bottiglietta d'acqua che avevo centellinato nelle ore di viaggio.

Ancora caldo ma il sole si abbassa e tramonta specchiandosi potente nel fiume Mekong. Giovani Thai ubriachi vomitano nei pressi del Ponte dell'Amicizia che fa da frontiera tra i due stati.

Appena varcato il confine sensazioni confortevoli mi accolgono. Scarico il mio fardello su un pickup di un thai che mi accompagnera' alla stazione. Arrivo alla biglietteria sporco, sudato e molto provato. Sono quasi ventiquattro ore consecutive che viaggio.
- Krun Thep? Train to Bangkok?
- Leaving in five minutes.

Pfff... Compro il biglietto e mi sdraio, una signora di mezz'eta' che viaggia con me mi offre della birra Shinga ghiacciata.
Buon Natale, 'notte.

Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 14:26 | link | commenti |

venerdì, 30 maggio 2008

Urban Hamlet


Uscire o restare in casa? Nel sonno profondo della siesta pre-cena perdo gli occhi e molte volontá acquisite.
Cenai, cenai con una mela cosparsa di miele. Mela Miele, doppia emme.

Uscire e rimanere strappato dal vortice di domande allusioni pensieri parole bicchieri di feste (popolari o private, poco importa) o restare, giá schiavo di un sabato decapitato?

Giornate durissime e allo stesso tempo cariche di significato, di nuovi punti di vista.

Perché in questa cittá le 23.37 é giá tardi e non ci si puó ordinare una pizza?

Bob Marley - Midnight ravers

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Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 22:39 | link | commenti (2) |

Oniryo


Ho molto sonno, il Mancio se ne e' andato e Splinder si mangia i miei post a ripetizione.
Cosi' non si puo' continuare.

Fortuna che e' venerdi'.

Moon Meditation

Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 09:13 | link | commenti (2) |

martedì, 20 maggio 2008

Non c'é che dire


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...ti dona di piú questa maglia =)

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