Se devi tirare tira, ma non sbagliare mira
Di ritorno in questo umido frastagliato zoo umano (e non) di Pune, Maharashtra.
Dopo qualche giorno a spasso a Bombay, a guardare il monsone che ci prende in gira e ci bagna in pochi secondi. Il soffocante marciare delle masse di commuters indiani che affollano i treni locali, la metro di Mumbai, sono tanti, tantissimi. Ma anche se si spinge, sgomita per trovare un centimetro dove poggiare i piedi nessuno si arrabbia piu' di tanto o comunque molto meno di un simile numero di italiani pressati assieme in un vagone senza porte. Alcuni passeggeri penzolano fuori dalle porte per non sudare troppo e alcuni di loro cadono ogni anno sulle rotaie, con le conseguenze che ben potete immaginare.

Mi suona in testa una canzone di Silvestri che non ha molto senso, come Silvestri stesso.
Questa mattina all'alba il cielo si colorava di viola, giallo e nell'azzurrino delle fitte nubi si apriva uno squarcio di sole. Il monsone, che magia.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 09:58 |
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Funky
Non riesco a togliermi dalla testa l'intro di "Don't stop till you get enough" di Micheal Jackson, quando i violini fanno "tararara' tarararara' ", e' l'emblema, la sintesi, l'olio essenziale del funky.
Esattamente quando Micheal era ancora pura adrenalina, dinamite nella scarpe, un animale da palco, un'icona, uno che "guarda come si muove!". Suonava nelle radio gracchianti la sua nuova musica nera, blu, ritmata e le orecchie di tutto il mondo iniziavano a nutrirsi di qualcosa di nuovo.
Scrivere in dieci minuti, prima che scatti la terza (sigh) ora all'internet point espressamente per turisti, ma e' sottocasa, che fare? Sempre qui al soi Nong Duplee, sempre a Rama IV, sempre a Bangkok.
Domani, nelle prime ore del mattino, si alzera' in volo un potente 747 che mi riportera' a Mumbai. Una pubblicita' qui nell'internet point recita "Smooth as silk to India" (liscio come la seta verso l'India) e spero che sia proprio cosi'.
Osservazione dal viaggio 2009 in Thailandia: La Thailandia e' una nazione che si basa sullo spiedino (di qualsiasi cosa), sulle calzature stravaganti da donna, sul barbecue (ad ogni angolo della strada), sull'aria condizionata a 19 gradi.
Saluti
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 09:45 |
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Waiting for the rain
Suona un blues, un funky, una vecchia canzone di Madonna anni 80 nell'mp3 (mi sono sempre chiesto come si scriva Mp3 e se si apostrofi), da fuori la finestra entra un vento fresco pieno di sussurri di pioggia. Ma ancora non piove. Due giorni che ci tiene col fiato sospeso a guardare il cielo cambiare colore e chiedersi
- Piovera' oggi?
Nessuno sembra farci caso alla pioggia, alla temutissima Stagione delle pioggie.
La mattina rotolo giu' dal letto e vado a fare colazione a "Bird Nest", un caffe' in legno molto caratteristico accanto alla guest house. La cameriera, Noon, e' una ragazza thai piacevole con i capelli corti e un buon inglese.
Le piace il Jazz, dice.
Sto leggendo un enorme tomo, Shantaram, parla della vita di un fuggiasco australiano che si rifugia a Mumbai, si crea una nuova vita di crimine nei sobborghi della citta'. Un libro che mi parla d'India. E mi pare cosi' lontana, cosi distante dalla Thailandia dove persino i bagni sono puliti, c'e' il sapone nelle toilettes e per strada nessuno sputa ne' fa i bisogni liberamente.
India... con tutti i suoi lati positivi e negativi, un cocktail letale. La sua gente, che oscilla tra lo scorbutico e l'adorabile, ti prende e ti scuote, tira fuori il meglio e il peggio di te, ti mostra la vita sul palmo della mano, te la insegna senza morali, senza rimproveri.
Solo lei, solo Vita.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 11:19 |
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Full Moon
(luna piena)
Tornare ove ero gia' stato, a Chiang Mai. Acchiappare un taxi red-car perche' costano meno, ricordarmi a menadito i posti, i negozi, i templi... e infine attraversare il cortile della guest house "Five Star" e vedere la proprietaria che -sorridente- mi dice
- Hi! How are you?
Come se fosse normale rivedermi li', dopo un anno e mezzo, dopo tutto questo caos, dopo tutti gli interrogativi, nessuna sorpresa, solo un "ciao, come stai?".
Queste sono le cose che mi stupiscono di piu' quando viaggio, le cose semplici che puoi raccontare agli amici al ritorno, tenerle per te e infine scordarle un giorno. Sono cose dolci e non fanno a pugni con nessuno, lasciano spazio al nuovo ma la loro fragranza, benche' effimera, e' cosi' dolce...
Piove e mi rintano nell'internet point vicino all'ostello, c'e' poco da fare e non ho voglia di camminare sotto la pioggia per ora. Mi basta il mio mp3, un letto e un buon libro. Ecco quello manca.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 11:41 |
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Bentornato in Indocina
Arrivo una mattina presto a Bangkok dopo quattro ore di volo da Mumbai in compagnia con un manipolo di indiani rumorosi e chiaccheroni. Si aprono le porte automatiche della hall dell'areoporto e si spalancano le mie narici, aria... che odore di Thailandia!
Il tassista che mi porta in citta' mi racconta che e' da mezzanotte nel parcheggio dell'areoporto ad aspettare un cliente e ride. La citta' e' grande ma pulita, quasi non mi sembra vero. Mi chiede dell'India e gli dico... tre quattro mozziconi di cose che mi vengono in mente, ma e' come cercare di disegnare Guernica di Picasso in cinque minuti usando una matita.
Ieri sera, a passeggio sul lungo mare di Mumbai, sorridevo guardando gli indiani che facevano jogging prima di cena. La cosa che mi fa piu' sorridere e' che riconosci quelli che fanno jogging perche' hanno le scarpe da ginnastica, per il resto sono vestiti uguali agli altri, tutti sudati nei loro jeans, le donne nei loro sari.
E appena sopra le nostre teste, un cielo immenso pitturato di colori pastello, di umido, un sapore di tropici intenso; palme e taxi neri e gialli nel traffico della sera. Attraverso Mumbai in riksaw, respirando i fumi di scarico e guardando avidamente fuori.
Voglio i miei ultimi morsi d'India, e tutto e' Poesia.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 15:37 |
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In tre tempi
Facile a dirsi, meno facile a farsi.
Farsi capire, farsi ascoltare, riprendere in mano le chiavi del lucchetto da molto scordato appeso alla porta e uscire di nuovo per le strade dell'India. Lasciare il nido di Pune per aprire altre porte, sporcarsi i piedi le mani e la faccia sui ferrugginosi treni azzurro placido, lunghi come serpenti e ripieni di gente.
Back on the road. Zaino in spalla, molto tempo per scrivere, mangiare, dormire, guardare fuori, passeggiare, allontanandosi sempre di piu' dall'interno. Forse questa volta non andra' proprio cosi'.
Sara' la prima volta in un viaggio che parto in aereo per un altro viaggio, un altro paese, altre facce, altro cibo (finalmente!) e il sorriso pacioso de Thai sara' un nuovo scoprire. Qualche tempo senza India, saranno solo venti giorni ma sara' importante per prendere le distanze, analizzare e sentire obiettivamente cosa mi ha apportato l'India finora. Tanto, e' tanto sicuramente ma stando qui faccio fatica a vederlo.
Giorni come questi sto nel mio nido, la sera, seduto sul letto a leggere o a meditare, senza che manchi niente, senza che voglia fare altro; solo starmene ad ascoltare i rumori che vengono dalla strada: bambini che giocano, cani che abbaiano, un uccello notturno che mi tiene compagnia tutta la notte. E alle sei alzarmi riposato, passeggiare fino ai ghat, scattare qualche foto, camminare fino alla German Bakery e ordinare un the verde, una torta al limone (sublime delizia...) e gustarmi un nuovo giorno che inizia.
Joy in the morning,
sleep in the evening.
What else?
Zen Haiku

Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 08:11 |
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Grazie a Dio, Buon Natale
Figlio di un post precedente andato a farsi benedire in una serata lunga lunga di chiaccherate intense, di chiamate telefoniche intercontinentali (alcune verso Est, altre verso Ovest dove era ancora mattina!) e questo post-figlio ora ha poche e diverse cose da dire.
Scenari nuovi si aprono in questo posto cosi' verde, perfetto e Zen. Cosi' occidentale e cotonato (ahime') ma cosi' adatto a quello che qui si fa: meditare.
Appena fuori il Main Gate del centro di Osho l'India torna a prendermi a pesci in faccia, a baciarmi e a sorridermi. Come solitamente accade i ragazzi giocano per la strada a cricket come da noi giocano a pallone e attraversare la strada e' sempre un brivido vista la mancanza di strisce pedonali, strisce divisorie. Ma tutti ti schivano, rallentano mentre io tengo il fiato e immagino fortemente qualche divinita' Hindu' :)
Ieri mattina ore 5.30 del mattino esco di casa e -ancora assonnato con l'occhio a serranda- mi trovo davanti un TOPO, forse meglio dire un RATTO delle dimensioni di un piccolo cane. Era morto, probabilmente finito sotto una macchina. Li' accanto, a non piu' di dieci metri, dei ragazzi dormono su delle coperte stese sull'uscio di casa perche' probabilmente hanno affittato tutte le stanze ai turisti.
L'India non e' l'Italia, e' un posto selvaggio. E a volte te lo vuole ricordare.
Venite, venite in India - dico. Fate crollare tutte le vostre idee, sogni e aspettative verso questo posto.
Sorgera' in voi una nuova India, piu' viva, una nuova era, tutta da scoprire.
Vado, devo facilitare la meditazione Vipassana delle 10.30 nel grande Osho Auditorium, che gran onore!
Bodhidharma
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 05:16 |
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Camminando Scalzo
La mattina presto, ore prestellari per alzarsi, un letto che non e' mai disfatto perche' non e' mai stato fatto.
Tanto caldo, tanti cani randagi per la strada che decidono di farmi le feste, zanzare ormai stonate, una giornata veramente lunga davanti e nessun verbo per condire questo lungo lungo periodo.
Mangio dormo mi muovo penso e medito, cammino scalzo perche' stamattina i miei amati infradito hanno deciso di rompersi irrimediabilmente e ho seguito l'usanza indiana: li ho lasciati nell'esatto posto dove si sono rotti. Tanto di cestini non ce n'e' in un raggio di cento kilometri e poi nessuno ci bada.
Lo stesso concetto di cestino e' estraneo all'indiano medio.
Perche' mai buttare il rifiuto in un bidone quando c'e' cosi' tanto spazio attorno a te dove lasciarlo? L'India e' cosi grande dopotutto...
Domande sul futuro prossimo con tante, tante risposte tutte uguali, tutte diverse eppure simili. Nessuna scelta precisa, per ora. Ogni giorno in questo posto imparo qualcosa di diverso e imparo a conoscermi, poco a poco, alzando lievemente una coperta sotto la quale stavo (sto?) dormendo.
La luce si fa largo e allaga la stanza, un momento importante.
Conversazioni nude all'ombra di una povera finestra sempre aperta.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 07:11 |
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Haiku
Titolo: "Plenilunio"
Nella Buddha Hall,
una foglia secca
crack!
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 04:53 |
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E alla fine le persone continuano con la loro vita, nessuno sa bene dove va, dove andra'. Ognuno coi suoi ricordi e le sue finte speranze, i suoi desideri e gli accessi di ira e di felicita'.
Tutto sparso e perso in un vasto vasto oceano, tutto galleggiante e effimero.
Come un grande elefante che passeggia per una strada secondaria, accarezzando il silenzio, con un grande Om disegnato a gesso sulla fronte.
Elegante, compito, eppure enorme, mastodontico e terribilmente bello.
Sull'onda delle emozioni si lasció andare il dahype alle ore 08:28 |
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